
Dopo otto anni di gestazione e un lungo iter parlamentare, è entrato in vigore in tutti e 27 gli stati membri d’Europa il Regolamento CE n. 1907/2006 denominato REACh (Registration, Evaluation, Autorization of Chemicals), nuovo regolamento sulle sostanze chimiche.
Il REACh stabilisce un quadro regolamentare unico per la registrazione, la valutazione e l´autorizzazione dei prodotti chimici, sostituendo 40 atti legislativi precedenti; obbliga le attività imprenditoriali a raccogliere informazioni complete sulle proprietà chimico-fisiche delle sostanze da esse fabbricate, o importate o utilizzate in quantità maggiore o uguale a una tonnellata l´anno; impone di dimostrare che l’utilizzo di tali sostanze non arrechi danni alla salute umana o all’ambiente.
Prima dell’entrata in vigore del REACh, questo compito era delle autorità pubbliche competenti degli Stati membri, che dovevano dimostrare l´esistenza di un rischio per poter vietare una sostanza. Il REACh attua di fatto l’inversione dell’onere della prova, obbligando le imprese a dimostrare la sicurezza della sostanza chimica prodotta/utilizzata, per garantire una maggiore efficacia della procedura.
Il REACh non interessa, quindi, solo le aziende chimiche, ma tutte quelle imprese che fanno uso di sostanze chimiche. Sono quindi tantissime le aziende coinvolte ed è difficile identificarle se non attraverso audit specifici della loro attività.
Per rispondere al REACh, le aziende obbligate devono effettuare la pre-registrazione, trasmettendo le informazioni raccolte alla specifica Agenzia europea dei prodotti chimici, che ha sede a Helsinki, incaricata di gestire la registrazione delle sostanze tramite la creazione di un database.
In mancanza di registrazione, una sostanza non potrà essere né fabbricata né importata e tanto meno utilizzata sul mercato dell’Unione europea.
È facilmente comprensibile come questo nuovo regolamento possa stravolgere alcuni aspetti della vita aziendale, fino a poter cambiare interi processi produttivi; senz’altro implica una serie di adempimenti complessi e talvolta onerosi.
Anche se i primi adempimenti hanno come scadenza il 1 dicembre 2008, la complessità delle azioni che molte aziende devono svolgere richiede di considerare il tema con largo anticipo.